Programma Ecologia

  Ecologia e Gestione del Territorio

Ambiente, Sviluppo Economico e Pianificazione Decentrata.

L’emergenza ambientale è in Italia il problema più drammatico che dobbiamo affrontare. I problemi ambientali non si possono risolvere fino a quando non si supererà la logica del massimo profitto. Oggi constatiamo che la crisi ambientale deriva da una visione distorta del Diritto dove la Proprietà Privata prevale sul Bene Comune. Tutto ciò è assecondato da leggi confezionate ad hoc dalla politica che sono insufficienti o mal applicate.

Le tradizioni e la ricerca dell’identità di un popolo e della sua cultura è connessa anche alla preservazione del Paesaggio che ci riporta alla memoria storica trasmessa dai nostri antenati, che per secoli hanno costruito sulle stesse terre, sulle quali oggi noi viviamo, quello che vediamo e percepiamo: le tracce della nostra civiltà. Le attività economiche devono essere armonizzate alle necessità della salvaguardia e della riqualificazione del Paesaggio. Le attività materiali degli esseri umani si riversano nel territorio, che è limitato e, nella sua funzione di Bene Comune, è quindi prezioso per la collettività.

Il nostro pianeta è una proprietà comune di ogni essere vivente presente e futuro. La rinascita, la riqualificazione e la salvaguardia del territorio sarà possibile solo se verranno applicate limitazioni alle dimensioni della proprietà privata. Questo per non permettere la concentrazione eccessiva di capitali in grado di condizionare e condannare miliardi di persone alla povertà. L’eccessiva accumulazione di capitali priva i più poveri delle risorse naturali necessarie per le loro minime necessità.

La Transizione Ecologica deve Camminare di pari passo con la Transizione Economica

Dobbiamo ripristinare il primato degli Interessi Collettivi su quelli della proprietà privata trasformando il sistema economico, attraverso la socializzazione e la ridistribuzione del bene comune. Lo Stato deve trovare nuovi strumenti che tutelino e vincolino il territorio, ripristinando il ruolo centrale del Paesaggio come bene collettivo.

Memoria Storica, Ambiente e Cultura contro la supremazia della Speculazione Ambientale e Finanziaria.

Il progetto di transizione proposto da MDE sarà possibile perché è supportato e camminerà di pari passo con i valori del Neo Umanesimo enunciati da P.R.Sarkar. Non ci sarà cambiamento senza una presa di coscienza collettiva sui diritti e le ragioni del diritto all’esistenza estesa anche al mondo animale e vegetale. Non solo, la nostra politica per rendere giustizia al mondo inanimato, cioè al territorio, è quella di riconoscere i diritti della terra, dell’acqua, dei mari, dell’aria, dello spazio come entità che necessitano, al pari degli esseri animati, il loro equilibrio ecologico. Questo è il principio del Neo Umanesimo dove tutte le entità animate ed inanimate rientrano nella sfera del valore universale dell’amore.

MDE ha nella Pianificazione Decentrata uno dei suoi motori vitali. In questa ottica sono stati individuati quattro processi che stanno alla base della ricerca della sostenibilità e della strategia di riqualificazione del territorio:

    1. Agricoltura: conservazione e tutela del territorio e produzione dei servizi connessi
    2. La conservazione e riqualificazione delle Aree Urbane
    3. Efficienza energetica e riduzione del livello di emissioni inquinanti
    4. La gestione delle risorse naturali e delle materie prime.

Questi indirizzi saranno i motori d’avviamento progettuale per innescare un processo di riqualificazione che vedrà il potenziamento e la valorizzazione del paesaggio urbano, agricolo e del verde consentendone una fruizione diffusa. Zone rurali e nuclei storici, la vivibilità delle periferie diventeranno così le cellule di un organismo che ricuciranno, in un’ottica di sostenibilità ambientale, un paesaggio oggi profondamente dissociato.

Piano di Sviluppo Ecologico del Territorio

  1. Gestione del territorio:
    1. Consumo del suolo e cementificazione:
      1. Promozione di politiche di disincentivazione del consumo del suolo.
      2. Attività di denuncia/sensibilizzazione in presenza di grandi opere, costituzione di comitati locali per la supervisione degli impatti prodotti
    2. Riforestazione delle aree rurali e promozione degli spazi verdi urbani:
      1. Campagne di rinaturalizzazione
      2. Campagne di riforestazione
      3. Creazione di gruppi di volontari per la cura del verde urbano con attenzione alle periferie, raccolta fondi per i progetti di conservazione e di rigenerazione.
    3. Cura olistica del territorio:
      1. Particolare attenzione alla rigenerazione paesaggistica creando aree verdi urbane, parchi, tetti verdi, giardini verticali, ecc.
      2. Ripristino habitat: promozione politiche volte al recupero di aree rurali danneggiate dalla cementificazione e dalle “Grandi Opere”, recupero aree industriali dismesse, ripristino della continuità di habitat interrotti (safe corridors)
      3. Cura, sviluppo e ripristino del reticolo idrografico secondario: fossi, stagni, torrenti, piccoli bacini, fauna ittica
      4. Flora e fauna: tutela della fauna e della flora locali, promozione di politiche volte alla conservazione ed al reinserimento di specie in pericolo o minacciate
      5. Abolizione della caccia
      6. No agli allevamenti intensivi
      7. Recupero, risanamento e tutela degli habitat marini, gestione sostenibile della pesca
    4. Lotta alle calamità naturali:
      1. Messa in sicurezza degli edifici di tutta Italia dagli eventi sismici considerando tutte le zone sismiche incluse quelle in classe 4 (la più bassa).
      2. Estensione a 10 anni delle detrazioni fiscali per il Super Sismabonus 110% dando la possibilità a tutta la popolazione di mettersi in sicurezza ed anche facendo un aggiornamento trimestrale dei listini dei materiali
      3. Messa in sicurezza delle aree a rischio inondazione attraverso tecniche e sistemi di contenimento, anche sospendendo e vietando attraverso mirati decreti legge la cementificazione e l’urbanizzazione delle aree interessate.
  2. Rifiuti:
    1. Politiche di riduzione della produzione di rifiuti:
      1. Contrasto della cultura dello spreco
      2. Sostegno di politiche volte all’incremento di attività culturali ed economiche locali incentrate sull’importanza del recupero e ristoro di oggetti e beni danneggiati, economia del recupero (baratto, etc.)
      3. Promozione di politiche e norme volte all’eliminazione dell’obsolescenza programmata dai piani di sviluppo delle principali compagnie/settori produttivi che impattano significativamente sul territorio (nei termini di produzione di rifiuti ed attività ad esse legate). Campagne di sensibilizzazione/boicottaggio prodotti non sostenibili
      4. Lotta allo spreco alimentare
      5. Campagne di sensibilizzazione riciclo (riciclo tradizionale, riciclo creativo)
      6. Raccolta differenziata spinta
      7. Aumentare i sistemi di tracciabilità dei rifiuti industriali. Maggiori controlli su stoccaggio e riciclaggio di materiali provenienti dalle lavorazioni industriali.
    2. Recupero aree periferiche:
      1. Decoro: creazione di gruppi di volontari per il recupero e la pulizia di aree abbandonate e periferie
  3. Inquinamento
    1. Aria (esclusi gas serra):
      1. Mappatura e monitoraggio permanente dei territori/comunità locali maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico (Polveri Sottili, NOx, O3, CO, benzene etc.) e delle sorgenti (traffico/industria/riscaldamento/ etc.) maggiormente inquinanti
      2. Creazione di comitati per la sensibilizzazione delle realtà locali (cittadinanza e politiche) ai temi dell’inquinamento e degli impatti (epidemiologici) misurati o stimati
      3. Creazione e coordinamento di gruppi locali di pressione per l’attuazione di misure di contenimento o mitigazione delle sorgenti più inquinanti
    2. Acqua:
      1. riconversione di tutta l’industria chimica dei detergenti, detersivi per la casa e l’igiene personale utilizzando solo componenti naturali e biodegradabili
      2. Lotta alle microplastiche
      3. preservare l’acqua di falda vietando fitofarmaci e diserbanti in agricoltura ed in alcune lavorazioni industriali. Controllo e restrizione delle attività economiche che alterano l’equilibrio delle acque di falda e dei corsi d’acqua
      4. Completamento e riqualificazione del sistema fognario e del sistema di depurazione delle acque. Incentivare la fitodepurazione creando appositi habitat naturali
      5. Mappatura e riparazione degli acquedotti. No allo spreco di acqua.
      6. Risanamento di tutte le aree marine e della costa colpite da inquinamento da sostanze sversate in mare.
      7. Preservare e conservare gli habitat fluviali e dei laghi.
      8. Conservare l’acqua piovana, creando nuovi bacini, che diventeranno riserve d’acqua per i periodi di siccità
      9. Acqua pubblica, con gestione senza profitti ne’ perdite. No alle privatizzazioni.
    3. Terra:
      1. Riconvertire progressivamente all’agricoltura naturale
      2. Vietare l’introduzione indiretta di OGM nei prodotti importati
      3. Multe salatissime, sospensione delle licenze, sequestro degli stabilimenti per le aziende ree di sversamenti illeciti di sostanze pericolose ed inquinanti. Applicare la direttiva Europea: “chi inquina paga”
    4. Acustico:
      1. Rispetto della zonizzazione acustica Comunale in tutta Italia uniformando i limiti alle indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). La sovraesposizione al rumore, come studiato da OMS e Commissione Europea è causa di numerose malattie cardiocircolatorie, aggressività, ipertensione, disturbi della concentrazione e del sonno. Applicare i piani d’azione richiesti dalla direttiva UE.
      2. Maggiori controlli e stretta sul rispetto degli impatti acustici aeroportuali. Ci sono in Italia decine di miglia di persone sovraesposte al rumore generato dalle turbine degli aerei in decollo e in atterraggio. Modifica dei termini di assegnazione della Zonizzazione Acustica Aeroportuale. Messa in funzione in tutti gli aeroporti italiani dei sistemi di monitoraggio indicati dall’ISPRA e richiesti dal Ministero della Transizione Ecologica.
      3. Elettromagnetico:
        1. Statalizzazione e monopolio delle reti elettriche e telefoniche
        2. Controllo delle emissioni elettromagnetiche per postazioni radar vicine agli abitati
  4. Sostenibilità climatica:
    1. Promozione della buona cultura climatica:
      1. Divulgazione dei temi del Cambiamento Climatico
      2. Divulgazione dei temi e delle pratiche migliori da adottare per abbattere l’impatto climatico legato ad attività e stili di vita: Alimentazione, Trasporti, Data center, etc.
    2. Sostegno di politiche volte alla promozione di stili di vita sostenibili:
      1. Produzione di energia tramite sistemi di generazione locale (BIO GAS etc.)
      2. Alimentazione sostenibile (proteine vegetali, consumo stagionale, etc.)
    3. Trasporti sostenibili:
      1. Aumento delle piste ciclabili soprattutto nelle zone urbane per incrementare l’uso della bici per percorsi brevi
      2. Trasporti su rotaia elettrificata. Potenziare le linee locali esistenti trasformandole in metropolitane di superficie. Aumentare il trasporto di merci su rotaia. Modernizzare e velocizzare ed incrementare il sistema ferroviario nazionale creando maggiori comfort e opportunità per i passeggeri. Partecipare alla creazione dei corridoi europei per incentivare il trasporto passeggeri di notte sulle reti già esistenti.
      3. Trasporto aereo. Ridurre gli aeroporti creando collegamenti intermodali per quelli rimanenti (obbligatorio il collegamento con rotaia). Sospendere i collegamenti brevi.
      4. Riconvertire progressivamente il parco auto nazionale ad alimentazione ibrido ed elettrico con maggiore enfasi alle aree caratterizzate da una compromessa qualità dell’aria
    4. Efficientamento energetico:
      1. Mantenimento del Super ecobonus110%, dei bonus ristrutturazione ed altri incentivi statali per la riqualificazione energetica
      2. Riconversione energetica utilizzando fonti energetiche rinnovabili (solare, eolico, idrico etc.) dismettendo progressivamente le fonti fossili. Chiudere subito le centrali a carbone
      3. Incentivare l’autoproduzione e autoconsumo delle rinnovabili sia per uso civile che industriale
      4. I grandi impianti di produzione e stoccaggio di energia elettrica da fonti rinnovabili devono essere controllati solo da aziende dello Stato e gestite a costo zero senza profitti né perdite.
      5. No al Nucleare (da fissione)
      6. Incentivare la ricerca di nuove fonti rinnovabili
      7. Favorire la sperimentazione di biocarburanti e idrogeno nei grandi poli industriali italiani prodotti a livello locale
      8. Combattere la povertà energetica