Priorità e direzioni
Dal Manifesto al programma
Dieci direzioni per tradurre la visione di MDE in misure democratiche, graduali e verificabili.
Visione, programma, iniziativa
Il Manifesto descrive la società verso cui MDE vuole avanzare. Il programma traduce quella direzione nelle condizioni italiane ed europee del presente. MDE definisce le proprie iniziative attraverso il confronto e la partecipazione.
Le proposte vengono quindi distinte tra:
- misure possibili nell’ordinamento italiano;
- riforme che richiedono leggi, gradualità, garanzie e verifiche;
- cambiamenti che dipendono anche dall’Unione europea o da accordi internazionali.
Tre priorità da cui partire
- Restituire sicurezza e potere d’acquisto: lavoro dignitoso, servizi universali e minore peso delle necessità fondamentali sui bilanci familiari.
- Dare voce a chi lavora: partecipazione nelle imprese, cooperazione autentica e possibilità per i lavoratori di rilevare aziende in crisi o senza successione.
- Riportare capacità economica nei territori: credito produttivo, piccole imprese, filiere resilienti e programmazione democratica degli investimenti.
1. Necessità fondamentali realmente accessibili
Alimentazione, vestiario, abitazione, sanità, istruzione, acqua, energia di base, mobilità e strumenti di partecipazione sociale devono essere accessibili attraverso lavoro dignitoso, servizi universali e sostegno a chi non può essere economicamente autosufficiente.
Il livello garantito deve crescere con conoscenze, produttività e ricchezza sociale. Il primo indicatore non è quanto si spende, ma quante persone possono vivere senza rinunce essenziali.
2. Lavoro dignitoso, partecipazione e tempo di vita
Contratti effettivi, rappresentanza trasparente, sicurezza e salari adeguati sono il punto di partenza. Nelle imprese sopra una dimensione definita dalla legge, informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori devono diventare sostanziali.
Automazione e produttività devono contribuire a formazione, salari reali e riduzione graduale dell’orario. Le acquisizioni da parte dei lavoratori vanno facilitate quando un’impresa è sana ma priva di successione, oppure può essere salvata con un piano credibile.
3. Cooperative autentiche e piccole imprese libere
Le cooperative devono appartenere davvero ai soci che vi lavorano o ne utilizzano i servizi, con voto democratico, controlli, formazione e risultati condivisi. Agevolazioni eventuali devono essere legate alla funzione svolta, compatibili con le regole comuni e sottoposte a verifica, non concesse per la sola forma giuridica.
Artigiani, professionisti, imprese familiari e piccole imprese vanno protetti da monopoli, piattaforme dominanti, ritardi di pagamento, credito insufficiente e burocrazia sproporzionata.
4. Produrre l’essenziale a costo
MDE propone che i beni e le materie prime qualificati democraticamente come essenziali siano prodotti a costo. Il prezzo copre il costo efficiente dell’intero ciclo di vita e dei finanziamenti, senza utili distribuibili e senza perdite ripianate dallo Stato.
Il costo comprende lavoro, sicurezza, manutenzione, investimenti necessari e ripristino ambientale; le eccedenze riducono prezzi o tariffe future. Il sostegno a chi ha un reddito insufficiente va alla persona e garantisce al produttore il costo pieno, senza perdite da ripianare. Sanità e istruzione restano servizi pubblici finanziati collettivamente.
5. Casa, salute, cura e conoscenza come infrastrutture
Servizio sanitario, medicina territoriale, salute mentale, casa pubblica e cooperativa, servizi per l’infanzia, non autosufficienza, disabilità, istruzione, ricerca e cultura sono condizioni della libertà e della capacità produttiva del Paese.
MDE distingue servizi universali, sostegni personali e produzioni soggette al regime di costo, senza confondere finanziamento collettivo e ripiano delle perdite d’impresa.
6. Programmare con i territori, senza discriminazioni
Piani nazionali, regionali e di area vasta devono incontrare patti locali costruiti con istituzioni, lavoratori, cooperative, imprese, università e cittadini. Gli investimenti devono rafforzare i territori fragili, le capacità produttive e le filiere resilienti.
Radicamento non significa preferenza per origine o residenza. Accesso al lavoro, appalti e sostegni devono seguire criteri neutrali e verificabili: qualità, condizioni sociali, impatto ambientale, resilienza e costo del ciclo di vita.
7. Fisco semplice, progressivo e verificabile
MDE propone di alleggerire progressivamente il prelievo sui redditi personali bassi e medi e sulle necessità fondamentali. Il gettito sostitutivo deve provenire, con gradualità e coperture certificate, da beni e attività non essenziali, accumulazioni elevate, rendite e danni ambientali.
MDE propone un unico prelievo indiretto scaglionato e riscosso una sola volta a monte della filiera: esenzione o aliquota minima sui beni essenziali nei limiti consentiti, livelli intermedi sull’utilità sociale, livello ordinario sui non essenziali e maggior peso su lusso e impatti elevati. Gli input intermedi sono esclusi o rimborsati per evitare la tassazione a cascata.
Una patrimoniale progressiva è uno degli strumenti proposti da MDE per applicare il limite all’accumulazione e colpisce soltanto la parte del patrimonio netto che eccede una soglia elevata. Soglia e aliquote devono dipendere dal fabbisogno pubblico trasparente necessario a migliorare la condizione di chi ha meno. Antitrust e limiti strutturali alle concentrazioni restano indispensabili, perché il prelievo da solo non impedisce il dominio economico.
Progressività complessiva e pieno finanziamento dei servizi sono condizioni irrinunciabili. Prima di ogni fase, simulazioni pubbliche devono dimostrare copertura e incidenza attesa su prezzi, salari, margini e rendimenti; i risultati reali vanno verificati dopo l’attuazione.
8. Credito produttivo e limiti al potere concentrato
Banche cooperative, strumenti pubblici e finanza responsabile devono portare risparmio verso attività produttive, conversione ecologica, piccole imprese e cooperative. Separazione dei conflitti, trasparenza dei costi e valutazione sociale e territoriale del credito sono essenziali.
Antitrust, interoperabilità e limiti alle posizioni dominanti devono impedire che ricchezza, informazione e accesso ai mercati diventino potere politico. MDE agisce in Italia per gli strumenti nazionali e in Europa per riformare il mandato monetario e le regole finanziarie comuni.
9. Ecologia incorporata nell’economia
Energia, acqua, suolo, biodiversità, agricoltura, mobilità e durata dei prodotti devono formare una sola politica. Ogni produzione deve rispondere del ciclo di vita, dal prelievo delle risorse al riuso, alla riparazione e al ripristino ambientale.
Gli acquisti pubblici possono premiare qualità, durabilità, condizioni di lavoro, impatto climatico, resilienza e costo complessivo, senza preferenze geografiche discriminatorie. Agricoltori e lavoratori devono ricevere una remunerazione dignitosa; l’essenziale resta protetto da rendite speculative.
10. Istituzioni credibili, Europa da riformare
Finanziamenti politici, lobby, incarichi, conflitti d’interesse e gestione dei beni comuni devono essere leggibili e controllabili. MDE applica a sé lo stesso criterio: incarichi verificati, documenti accessibili e partecipazione effettiva dei soci.
In Europa servono investimenti comuni, coordinamento fiscale, politica industriale, garanzie sociali e ambientali e strumenti democratici più forti. Proprietà e gestione dei settori strategici, eventuali trasferimenti e diritti di prelazione richiedono leggi, interesse generale, gradualità, criteri trasparenti e indennizzi quando dovuti.
Come valutiamo ogni proposta
Ogni misura deve indicare in modo comprensibile il problema affrontato, i destinatari, chi decide, il costo, la copertura, i tempi e il risultato atteso.