Le proposte di MDE traducono in scelte concrete i principi della Repubblica fondata sul lavoro.
Possiamo scegliere chi governa. Ma quanto conta il voto se le decisioni che determinano lavoro, reddito, casa, credito, energia e futuro dei territori restano nelle mani di pochi? La libertà politica si indebolisce quando il potere economico non risponde alle persone che ne vivono le conseguenze.
La Costituzione italiana indica una direzione precisa anche per la vita economica. Il lavoro fonda la Repubblica (Art. 1). La Repubblica deve rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano di fatto libertà e uguaglianza e impediscono la partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese (Art. 3). Economica: una parola decisiva, troppo spesso lasciata fuori dal discorso sulla democrazia.
Il Manifesto per la Democrazia Economica dà contenuto a questa indicazione. Chi lavora deve poter contare nell’impresa. Tutti devono disporre del necessario per vivere con dignità. Credito, tecnologia e risorse devono servire l’economia reale. I beni strategici devono essere amministrati nell’interesse generale. La ricchezza deve circolare e non concentrarsi fino a diventare dominio.
La libertà ha bisogno di un lavoro dignitoso
La Costituzione riconosce il diritto al lavoro e promuove le condizioni che lo rendano effettivo (Art. 4); tutela inoltre il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni (Art. 35). MDE propone una strategia di piena occupazione costruita sui bisogni reali del Paese: cura del territorio, sanità, istruzione, manutenzione, agricoltura sostenibile, ricerca, cultura, assistenza e riconversione ecologica. Il lavoro torna così a essere dignità, partecipazione e utilità sociale.
La Costituzione riconosce il diritto a una retribuzione sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa (Art. 36). Per questo MDE lega il salario minimo al costo reale di un paniere che comprenda casa, alimentazione sana, energia, trasporti, cultura, formazione e una capacità di risparmio. Quando tecnologia e produttività permettono di produrre di più in meno tempo, il beneficio deve diventare anche riduzione dell’orario, formazione e condivisione dei risultati.
La pari dignità e, nel lavoro, gli stessi diritti e la stessa retribuzione a parità di lavoro sono principi costituzionali (Art. 3; Art. 37). Il Manifesto li porta nella vita concreta: parità salariale, uguale accesso al lavoro e al credito, autonomia economica, condivisione della cura, servizi per l’infanzia e partecipazione alle decisioni. La parità è reale quando nessuna donna è costretta a scegliere tra lavoro, cura e indipendenza.
Portare la democrazia dentro l’impresa
La Costituzione apre la vita economica alla partecipazione: riconosce la funzione sociale della cooperazione e il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende (Art. 45; Art. 46). Sono principi che MDE vuole rendere ordinari, non eccezionali.
Una cooperativa è autentica quando i soci scelgono chi dirige, controllano i bilanci, condividono i risultati e possono revocare chi tradisce il mandato ricevuto. Nelle imprese in crisi, MDE propone di estendere e rendere effettivo il diritto di prelazione dei lavoratori e di sostenere il ricorso ai workers buyout, così che chi lavora possa salvare occupazione, competenze e capacità produttiva.
La Cooperazione Coordinata unisce cooperative, piccole imprese, banche mutualistiche, enti locali, università e organizzazioni dei lavoratori. Servizi condivisi, ricerca, formazione, credito e accordi di filiera sostituiscono l’isolamento con una rete capace di rafforzare il territorio senza soffocare l’autonomia delle singole attività.
Impresa libera, ma responsabile
La Costituzione riconosce la libertà dell’iniziativa economica privata e ne stabilisce la responsabilità verso la società (Art. 41). L’impresa non può danneggiare salute, ambiente, sicurezza, libertà e dignità umana. La legge può indirizzare e coordinare l’attività economica verso fini sociali e ambientali. È la base per proteggere la piccola impresa produttiva e, nello stesso tempo, contrastare monopoli, rendite e concentrazioni di potere.
La Costituzione collega la proprietà alla funzione sociale e consente, nei casi stabiliti dalla legge e con le garanzie e l’indennizzo previsti, di riservare o trasferire allo Stato, a enti pubblici o a comunità di lavoratori e utenti imprese legate a servizi pubblici essenziali, fonti di energia e monopoli di preminente interesse generale (Art. 42; Art. 43). Le proposte MDE su acqua, reti energetiche, trasporti fondamentali, infrastrutture digitali e grandi risorse naturali applicano quel principio quando presentano questi caratteri, con bilanci aperti e partecipazione di lavoratori e utenti.
Anche il limite proutista all’accumulazione, approfondito nel Manifesto, segue un criterio sociale e dinamico: non coincide con una cifra fissa. Il massimo accumulabile è definito in rapporto al livello delle minime necessità garantite e viene aggiornato quando cambiano produttività, risorse disponibili e ricchezza collettiva. Prima deve crescere la condizione di chi ha meno; le differenze possono premiare capacità, responsabilità e contributo senza trasformarsi in monopolio, ricatto politico o controllo dell’informazione. La Costituzione offre strumenti per contrastare le concentrazioni di potere economico (Art. 3; Art. 41; Art. 42; Art. 53).
I diritti sociali rendono la libertà reale
La libertà resta incompleta quando una persona deve scegliere tra curarsi e pagare l’affitto, quando un giovane rinuncia a studiare o quando la perdita del lavoro cancella ogni autonomia. Solidarietà e uguaglianza sostanziale (Art. 2; Art. 3) prendono forma nel diritto alla salute (Art. 32), nell’accesso all’istruzione (Art. 33; Art. 34), nell’assistenza sociale e nella previdenza (Art. 38) e nel favore per l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione (Art. 47).
MDE riunisce questi impegni in una scelta chiara: sanità pubblica, istruzione accessibile, casa pubblica e cooperativa, sostegno alla disabilità, servizi di cura e sicurezza materiale sono infrastrutture della libertà. Il livello garantito non deve restare fermo alla sopravvivenza: deve crescere con la produttività, le conoscenze e la ricchezza sociale, cominciando da chi dispone di meno.
Credito, ambiente e territori al servizio della comunità
La Costituzione affida alla Repubblica il compito di disciplinare, coordinare e controllare il credito (Art. 47). MDE propone banche cooperative, fondi territoriali e strumenti capaci di riportare il risparmio verso lavoro, piccole imprese, abitazione, agricoltura sostenibile, innovazione sociale e riconversione ecologica. Il denaro raccolto in una comunità deve tornare a far vivere l’economia reale.
Ambiente, biodiversità, ecosistemi, salute e generazioni future sono posti al centro delle decisioni economiche (Art. 9; Art. 41). Comunità energetiche, tutela dell’acqua, agricoltura cooperativa, prodotti durevoli, riparazione, riuso e rigenerazione dei territori danno forma concreta a questa responsabilità. L’ecologia decide come produciamo, investiamo e abitiamo.
La Costituzione valorizza le autonomie e l’iniziativa civica (Art. 5; Art. 118). Per MDE significa avvicinare le decisioni alle loro conseguenze: bilanci partecipativi, dati pubblici, pianificazione dei bisogni, cooperative di comunità e investimenti coordinati. Territori più forti possono cooperare meglio a livello regionale, nazionale ed europeo.
Attuare la Costituzione
La partecipazione democratica riguarda anche il lavoro, il credito, i bilanci pubblici, l’acqua, l’energia e le scelte sul territorio. Dare attuazione alla Costituzione significa portare la libertà dentro l’economia. È questo il compito che MDE assume.