Risposte dirette
Domande frequenti
Identità, modello economico, programma e partecipazione a MDE.
MDE è un partito politico?
MDE è una libera associazione politica con Statuto registrato. Elabora proposte politiche, promuove la partecipazione e costruisce una presenza territoriale; eventuali iniziative elettorali saranno valutate quando esisterà una base organizzativa adeguata.
MDE vuole che tutto sia gestito dallo Stato?
No. Distingue beni e settori strategici, imprese cooperative e piccola iniziativa privata. Il pubblico garantisce l’interesse generale dove è necessario; nelle cooperative, chi lavora partecipa alla proprietà, alla gestione e ai risultati; artigiani, professionisti e piccole aziende mantengono libertà d’iniziativa.
MDE è contro la proprietà privata e la piccola impresa?
No. Difende la proprietà personale, i frutti del lavoro e la piccola impresa. Pone invece limiti all’uso della proprietà quando produce monopolio, sfruttamento, distruzione ambientale o un potere economico capace di dominare la società.
Che cosa significa “Repubblica cooperativa”?
Una società nella quale cooperazione e partecipazione diventano normali nel lavoro e nell’economia. Non indica una sola forma giuridica né uno Stato proprietario di tutto: descrive istituzioni, imprese e comunità capaci di condividere decisioni e responsabilità.
“Senza profitti né perdite” significa che paga lo Stato?
Non significa che lo Stato debba coprire le perdite del produttore. Il prezzo copre i costi efficienti e gli investimenti necessari, senza utili distribuibili. Chi non può sostenere il prezzo riceve un aiuto personale, mentre al produttore viene riconosciuto il costo pieno. Sanità e istruzione sono invece servizi pubblici gratuiti finanziati dalla collettività. Il modello è spiegato qui.
Che cosa significa porre un limite all’accumulazione?
Significa stabilire limiti vincolanti all’accumulazione individuale di ricchezza materiale, approvati democraticamente e aggiornati alle condizioni economiche. La patrimoniale progressiva sui grandi patrimoni, applicata solo oltre una soglia elevata di patrimonio netto, e le norme antimonopolistiche affiancano questi limiti, ma non li sostituiscono. L’obiettivo è migliorare la condizione di chi ha meno e impedire che la ricchezza diventi potere di dominio sulla società.
Superare progressivamente l’IRPEF significa introdurre una flat tax?
No. MDE propone di superare gradualmente l’imposta personale sul reddito, cominciando dai redditi da lavoro e da quelli medio-bassi, e di esentare i beni essenziali dalle imposte indirette. Non propone un’aliquota unica né tagli ai servizi pubblici. Ogni passaggio richiede gettito sostitutivo, progressività dell’intero sistema e simulazioni pubbliche dell’impatto su prezzi, salari, margini e rendimenti.
Che cosa significa Cittadinanza Socioeconomica?
È l’appartenenza concreta a una comunità territoriale, fondata sul radicamento della propria vita economica e sociale e sulla condivisione di responsabilità e futuro. È cittadino socioeconomico chi lega i propri interessi al benessere della comunità e vi contribuisce secondo le proprie possibilità. Questa appartenenza non dipende dall’origine, dall’etnia o dalla cittadinanza legale e non coincide con la sola residenza anagrafica. Per MDE, la partecipazione alle decisioni economiche del territorio si fonda sulla cittadinanza socioeconomica: quella legale non entra nella valutazione.
“Economia locale” discrimina chi viene da fuori?
No. Per MDE conta la cittadinanza socioeconomica: quella legale non determina l’appartenenza alla comunità. Ne fa parte chi vi radica la propria vita economica e sociale e ne condivide responsabilità e futuro, indipendentemente dalla provenienza. Finché non si raggiunge la piena occupazione locale, la priorità lavorativa riguarda questa appartenenza. MDE promuove lavoro stabile nei territori e contrasta un’organizzazione economica che costringe persone e comunità a spostarsi periodicamente per impieghi stagionali, senza prospettive di stabilità.
Perché MDE critica il Jobs Act e le politiche di precarizzazione del lavoro?
Perché hanno rafforzato il potere delle imprese nei rapporti di lavoro e scaricato una parte maggiore del rischio economico su chi lavora. In particolare, il Jobs Act, nella sua impostazione originaria, ha ristretto i casi di reintegro dopo un licenziamento illegittimo, privilegiando l’indennizzo economico. MDE rifiuta la competizione fondata su precarietà e bassi salari: produttività e innovazione devono migliorare sicurezza, reddito, partecipazione e tempo di vita.
Perché MDE propone di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario?
Perché i guadagni di produttività devono migliorare la vita di chi lavora, non creare disoccupazione. Quando tecnologia e organizzazione consentono di produrre di più in meno tempo, parte del beneficio deve tradursi nella riduzione graduale dell’orario senza perdita di salario e in nuova occupazione. MDE promuove cooperative autentiche, nelle quali i lavoratori sono anche proprietari e decidono come condividere questi benefici, superando la contrapposizione tra proprietà e lavoro.
Che cosa significa Cooperazione Coordinata?
È un sistema di cooperazione non subordinata, fondato su rapporti paritari fra persone e organizzazioni, pur nella diversità dei ruoli e delle responsabilità. Cooperative di produzione e consumo, piccole imprese, banche cooperative, organizzazioni dei lavoratori, enti locali e università operano in rete conservando la propria autonomia. Nelle cooperative chi lavora partecipa alla proprietà, alle decisioni e ai risultati, nel rispetto di ruoli e responsabilità scelti e controllati democraticamente.
Che cos’è un Workers Buyout?
È il passaggio della proprietà di un’impresa ai suoi lavoratori, che la rilevano e la gestiscono in forma cooperativa. MDE propone un diritto di prelazione, credito agevolato, assistenza tecnica e fondi pubblici e cooperativi quando esiste un piano capace di salvare occupazione, competenze e capacità produttiva. Il sostegno non deve mantenere artificialmente imprese prive di sostenibilità economica.
Perché MDE vuole rafforzare la produzione locale ed europea?
Perché la dipendenza dalla produzione delocalizzata espone lavoratori e territori al ricatto di chi trasferisce capitali e stabilimenti dove salari e tutele sono più bassi. MDE vuole ricostruire filiere locali ed europee, soprattutto per i beni essenziali, e contrastare il dumping sociale e ambientale con regole, controlli e dazi comuni europei. Non significa isolamento. Il libero scambio deve svilupparsi fra territori autosufficienti e con condizioni economiche comparabili. La comparabilità va valutata anzitutto attraverso il potere d’acquisto reale delle fasce meno abbienti, considerando anche la circolazione della moneta a sostegno della produzione e del benessere locale. Gli scambi con territori meno sviluppati devono favorirne l’autonomia produttiva e avvicinare le condizioni economiche, non sfruttare i bassi salari o drenare le risorse.
Che cosa propone MDE per fermare gli infortuni e le morti sul lavoro?
La sicurezza non può essere trattata come un costo da comprimere. MDE propone più ispettori e controlli, formazione gratuita per artigiani e piccole imprese, riduzione dell’orario e divieto di straordinari nei lavori usuranti o che richiedono un’elevata attenzione. I committenti devono rispondere della sicurezza dell’intera filiera e chi viola le norme deve essere escluso da appalti, incentivi e finanziamenti pubblici.
Quale sanità propone MDE?
MDE vuole una sanità pubblica, universale e gratuita: nessun ticket e nessuna necessità di pagare per evitare attese incompatibili con il bisogno di cura. La programmazione sanitaria deve partire dai bisogni della popolazione e prevedere le assunzioni, la formazione e gli investimenti necessari, senza essere subordinata a tetti di spesa arbitrari. Il denaro pubblico deve rafforzare il Servizio sanitario nazionale, non alimentare profitti privati. La ricerca sanitaria deve essere sostenuta da finanziamenti pubblici adeguati, come investimento per il benessere collettivo. La produzione di medicinali e presidi essenziali deve essere affidata a strutture pubbliche o cooperative, senza profitti né perdite.
Perché MDE si oppone alla privatizzazione dei beni e dei servizi essenziali?
Perché acqua, reti energetiche, trasporti essenziali, infrastrutture e monopoli naturali soddisfano necessità collettive dalle quali nessuno può realmente prescindere. Privatizzarli consente a pochi di ricavare profitto da bisogni inevitabili. MDE propone proprietà pubblica o comunitaria, gestione professionale e bilanci trasparenti. I beni essenziali devono essere forniti senza profitti né perdite; sanità e istruzione devono restare servizi pubblici gratuiti e finanziati collettivamente.
Qual è la posizione di MDE sulle guerre?
MDE rifiuta la guerra come strumento di aggressione e dominio, ma considera indispensabile la difesa della popolazione, del territorio e della libertà quando un popolo viene attaccato. Nazionalismo, imperialismo e concentrazione della ricchezza trasformano la competizione per risorse e mercati in violenza, mentre lavoratori e poveri ne pagano il prezzo più alto. La pace richiede difesa, diplomazia, autodeterminazione dei popoli e riduzione delle disuguaglianze che alimentano i conflitti.
Come propone MDE di sottrarre l’energia alla speculazione?
L’energia necessaria a famiglie, servizi e produzione non può essere trattata come una scommessa finanziaria. MDE propone che reti e grandi impianti strategici siano pubblici e che l’energia essenziale sia venduta al costo effettivo: il prezzo copre lavoro, manutenzione, investimenti, sicurezza e ripristino ambientale, senza profitti né perdite e senza che lo Stato debba coprire eventuali passivi. Autoproduzione, cooperative e comunità energetiche completano il sistema.
Come vuole MDE realizzare la transizione alle energie rinnovabili?
MDE non vuole sostituire la dipendenza da petrolio e gas con quella da tecnologie prodotte all’estero, né consegnare le rinnovabili a pochi monopoli privati. Le grandi imprese energetiche a controllo pubblico devono guidare la ricerca e la produzione italiana ed europea di tecnologie rinnovabili e sistemi di accumulo. Autoproduzione, cooperative e comunità energetiche, anche con impianti sui tetti e nelle aree industriali, devono favorire una proprietà diffusa, benefici condivisi e sicurezza energetica.
Come distingue MDE una vera transizione ecologica dal greenwashing?
Un’impresa non diventa ecologica cambiando la pubblicità: deve ridurre concretamente l’inquinamento, gli sprechi e i danni agli ecosistemi. Nel settore energetico, questo significa investire nella riduzione dell’uso dei combustibili fossili, sviluppare filiere delle energie rinnovabili e creare lavoro stabile. Le imprese a controllo pubblico, a cominciare da ENI, devono rispondere a obiettivi collettivi e risultati verificabili, non al profitto immediato o all’immagine verde.
Che cosa intende MDE per massima utilizzazione delle risorse?
Significa impiegare risorse, conoscenze e tecnologie nel modo più utile per soddisfare i bisogni collettivi, evitando sprechi e rendite. Non significa estrarre o consumare tutto ciò che esiste: ambiente, salute, capacità di rigenerazione e diritti delle generazioni future stabiliscono limiti precisi. Una risorsa è utilizzata bene soltanto quando i suoi benefici vengono distribuiti in modo razionale.
Che cosa significa per MDE pianificare l’economia dal basso?
Significa partire dai bisogni, dalle risorse e dalle capacità reali di ogni territorio, coinvolgendo lavoratori, consumatori, cooperative, imprese, università ed enti locali. Le decisioni vengono prese al livello più vicino che possa affrontarle efficacemente e coordinate con i livelli regionale, nazionale ed europeo quando necessario. Pianificare non significa eliminare l’iniziativa, ma impedire che mercati e oligarchie finanziarie decidano da soli il futuro delle comunità.
Come possono le imprese pubbliche evitare inefficienza, corruzione e controllo dei partiti?
La proprietà pubblica non basta. MDE propone dirigenti scelti per competenza e integrità morale, attraverso procedure trasparenti, incarichi a termine, bilanci accessibili e controlli indipendenti. Lavoratori e utenti devono partecipare alla verifica dei risultati; incarichi, retribuzioni e conflitti d’interesse devono essere pubblici. Chi dirige risponde degli obiettivi ricevuti e può essere sostituito se non li raggiunge.
Perché MDE non considera sufficiente la crescita del PIL?
Perché il PIL può aumentare anche mentre i salari reali diminuiscono, i servizi peggiorano e la ricchezza si concentra. Il progresso si misura anzitutto dalla possibilità di soddisfare le cinque necessità fondamentali: alimentazione, vestiario, abitazione, assistenza sanitaria e istruzione. Le prime tre richiedono redditi e potere d’acquisto adeguati; sanità e istruzione devono essere pubbliche e gratuite. La crescita è utile soltanto se migliora concretamente e progressivamente le condizioni di tutti.
Che ruolo devono avere banche e credito in una Democrazia Economica?
Il credito decide quali attività possono nascere, resistere e svilupparsi: non può essere concesso soprattutto a chi possiede già ricchezza né alimentare la speculazione. MDE propone banche cooperative e mutualistiche controllate da risparmiatori, lavoratori e comunità, capaci di riportare il risparmio verso l’economia reale. Il credito deve sostenere prioritariamente cooperative, piccole imprese produttive, giovani, agricoltura sostenibile, abitazione cooperativa e riconversione ecologica.
Che cosa intende MDE per moralità nella vita politica e nel lavoro?
Intende coerenza tra parole e comportamenti, onestà, responsabilità e servizio al bene collettivo. Nella politica significa non usare incarichi e risorse pubbliche per interessi personali, di partito o di gruppo. Nel lavoro significa rispettare le persone, gli impegni assunti, la sicurezza e il valore sociale della produzione, senza trarre vantaggio dallo sfruttamento altrui. Quanto maggiore è il potere esercitato, tanto maggiori devono essere la trasparenza, il controllo e la responsabilità.
Come si distingue una cooperativa di lavoro autentica da una falsa cooperativa?
Non basta la forma giuridica. In una cooperativa di lavoro autentica chi lavora partecipa alla proprietà, ha un voto paritario, conosce i bilanci e condivide decisioni, responsabilità e risultati. Chi dirige svolge un incarico affidato e controllato dai soci, senza svuotare il loro potere decisionale né compromettere la parità dei rapporti. Le strutture create per aggirare salari, diritti o imposte sono false cooperative e devono perdere la qualifica mutualistica e le relative agevolazioni.
Perché la libertà richiede anche la Democrazia Economica?
Perché il diritto di voto perde forza concreta quando pochi soggetti possono decidere sul lavoro, sul credito, sull’energia, sulla produzione e sulle risorse da cui dipende la vita di tutti. Se le persone scelgono chi governa ma non hanno alcun potere nelle organizzazioni economiche dalle quali dipendono, la sovranità resta incompleta. La Democrazia Economica estende la partecipazione dei cittadini, la responsabilità di chi decide e il controllo democratico sulle imprese e sulle scelte economiche fondamentali.
Che cosa significa meritocrazia in una Repubblica cooperativa?
La ricchezza prodotta deve innanzitutto garantire a tutti le minime necessità. Soltanto ciò che eccede questa base può essere utilizzato per premiare il merito, riconoscendo competenza, impegno, responsabilità e contributo al benessere collettivo. Il necessario per vivere dignitosamente è un diritto; il merito può giustificare benefici ulteriori, non la privazione degli altri né un’accumulazione senza limiti.
Esiste ancora la competizione in una Repubblica cooperativa?
La Repubblica cooperativa non elimina il confronto tra capacità, idee, prodotti e modi di organizzare il lavoro. La competizione è legittima quando migliora qualità, innovazione, efficienza e servizio alla comunità. Non è legittima quando il vantaggio deriva dallo sfruttamento del lavoro, dalla distruzione dell’ambiente, dal controllo monopolistico delle risorse o dalla privazione delle minime necessità. Dove la collaborazione produce risultati migliori, cooperative e imprese devono coordinarsi invece di sprecare risorse nel tentativo di eliminarsi a vicenda.
Come si formano i prezzi in una Repubblica cooperativa?
I prezzi devono coprire i costi efficienti di produzione e distribuzione, calcolati in modo trasparente, comprese retribuzioni dignitose, sicurezza, tutela ambientale e ammortamento degli investimenti. Beni essenziali, materie prime, energia e produzioni strategiche sono forniti senza profitti né perdite, anche dalle cooperative. I premi ai lavoratori devono essere componenti della retribuzione legate a risultati verificabili, non utili mascherati, e non compromettere l’accessibilità dei beni essenziali.
Per gli altri beni e servizi, i prezzi possono comprendere un margine ragionevole, in rapporto alla qualità e alle condizioni di mercato. Sono esclusi monopoli, speculazione, scarsità artificiale, vendite sottocosto per eliminare i concorrenti e perdite scaricate sulla collettività per garantire guadagni privati.
Che rapporto c’è tra Manifesto e programma?
Il Manifesto indica la visione e i principi di lungo periodo. Le linee programmatiche traducono quella direzione nel contesto italiano ed europeo e devono diventare misure complete di costi, coperture, tempi, competenze e indicatori. I due livelli sono collegati, ma non sono intercambiabili.
Quanto è attivo oggi il movimento?
MDE sta rilanciando la propria attività, concentrandosi su tre obiettivi: rendere chiara la proposta, riunire nuove persone interessate e costruire forme credibili di partecipazione.
Devo iscrivermi subito per partecipare?
No. Puoi prima conoscere il progetto, fare domande e contribuire con esperienza o competenze. Quando decidi di aderire, puoi usare la pagina di iscrizione; una richiesta di contatto non equivale a iscrizione.
Quali sono quota, diritti e doveri dei soci?
La quota annuale è di 20 euro e si versa tramite bonifico. L’iscrizione vale fino al . Negli anni successivi il socio rinnova con il solo bonifico, indicando il proprio numero di tessera. I soci in regola con la quota esercitano i diritti di partecipazione e voto previsti dallo Statuto. Ogni socio è tenuto a rispettare le regole associative e le decisioni democraticamente assunte; gli attivisti si impegnano anche nelle attività del movimento. Quota, procedura e domanda sono disponibili nella pagina di iscrizione.
Come vengono controllati dirigenti e risorse?
I soci esercitano il controllo democratico attraverso le elezioni e le consultazioni previste dallo Statuto. I mandati elettivi durano quattro anni. Il Consiglio Nazionale approva il rendiconto annuale e la relazione di bilancio; il Tesoriere deve pubblicare ogni anno sul sito il bilancio approvato. Ogni socio può ricorrere al Collegio dei Probiviri per segnalare violazioni dello Statuto o infrazioni disciplinari.
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