Dal principio alle istituzioni
Come funziona la Democrazia Economica
Quattro condizioni, tre funzioni economiche e decisioni alla scala più vicina alle loro conseguenze.
Prima domanda: chi decide?
La Democrazia Economica estende la sovranità alle scelte su produzione, investimenti, lavoro, credito, risorse e servizi essenziali. Non assegna ogni decisione allo Stato e non lascia ogni decisione al capitale: distribuisce responsabilità secondo ciò che viene prodotto, la dimensione dell’attività e le persone che ne vivono gli effetti.
Quattro condizioni da verificare
Una comunità avanza verso la Democrazia Economica quando:
- garantisce a tutti le necessità fondamentali;
- aumenta il potere d’acquisto, cominciando da chi ha meno;
- riconosce ai territori una voce effettiva su produzione, risorse e investimenti;
- impedisce che monopoli e attività estrattive svuotino la comunità senza assumersene responsabilità.
Queste condizioni sono criteri di risultato: permettono di giudicare le politiche, non soltanto di dichiararne le intenzioni.
Tre funzioni, non un unico proprietario
1. Settore strategico pubblico o comunitario
Risorse, reti, monopoli naturali e attività decisive sono sottoposti a proprietà o controllo di interesse generale. Controllo pubblico non significa gestione partitica: servono obiettivi espliciti, conti separati, dati accessibili e responsabilità dei gestori.
2. Settore cooperativo
Nelle attività che superano la piccola dimensione, la partecipazione di chi lavora deve crescere. Cooperative autentiche, rappresentanza negli organi di governo, condivisione dei risultati e acquisizioni da parte dei lavoratori distribuiscono potere e responsabilità.
3. Piccola iniziativa privata
Artigiani, professionisti, imprese familiari e piccole imprese mantengono libertà d’iniziativa. Devono essere protetti da monopoli, rendite, intermediazioni dominanti e burocrazia sproporzionata.
Produrre l’essenziale a costo
MDE propone di applicare il criterio senza profitti né perdite alle industrie chiave, all’energia e a tutti i beni e le materie prime qualificati democraticamente come essenziali. Significa equilibrio economico pluriennale, non gratuità e non finanziamento delle perdite da parte dello Stato.
Il prezzo certificato copre:
- lavoro, approvvigionamenti e capitale circolante;
- manutenzione, sicurezza e assicurazioni;
- ammortamenti, rinnovo e dismissione degli impianti;
- ripristino ambientale;
- costi finanziari documentati e strettamente necessari, senza remunerazione del capitale di rischio.
Non comprende rendite o utili distribuibili. Riserve e investimenti sono limitati e verificabili; le eccedenze riducono prezzi o tariffe future. Energia e materie prime essenziali restano a costo anche quando alimentano produzioni non essenziali: eventuali imposte su lusso, scarsità, consumo elevato o danno ambientale sono separate dal ricavo del produttore.
Se una persona non può sostenere il costo, il sostegno o la tariffa sociale agisce sul suo reddito o accesso, fuori dai conti del produttore, e assicura comunque a quest’ultimo il prezzo pieno senza generare perdite da ripianare. Sanità e istruzione sono servizi pubblici non commerciali e seguono una logica distinta, finanziata collettivamente.
Decisioni alla scala giusta
La scala segue il problema:
| Livello | Esempi di responsabilità |
|---|---|
| Comunità e area vasta | necessità locali, servizi di prossimità, filiere e uso del territorio |
| Regione e Stato | redistribuzione, diritti uniformi, infrastrutture e coordinamento |
| Unione europea | moneta, mercato comune, grandi investimenti e regole condivise |
| Cooperazione internazionale | clima, pace, migrazioni e beni comuni globali |
Locale non significa chiusura. Le persone hanno pari dignità e pari diritti; ciò che conta è il rapporto responsabile con la comunità, non la provenienza.
Un sistema che può correggersi
Ogni politica deve pubblicare obiettivi, costi e risultati. Se non migliora accesso alle necessità, potere d’acquisto, qualità del lavoro, distribuzione del potere ed equilibrio ecologico, va modificata. La verifica non è un dettaglio tecnico: è parte della democrazia.
Leggi il Manifesto integrale oppure vedi le linee programmatiche.