{"id":750,"date":"2021-11-02T18:18:52","date_gmt":"2021-11-02T17:18:52","guid":{"rendered":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/?p=750"},"modified":"2022-03-19T08:00:19","modified_gmt":"2022-03-19T07:00:19","slug":"lavorare-meno-lavorare-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/lavorare-meno-lavorare-tutti\/","title":{"rendered":"Lavorare meno, lavorare coordinati, lavorare tutti"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<blockquote><p><b>Per la ripresa economica &#8211; pi\u00f9 lavoro per tutti:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>Riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario.<\/li>\n<li>Incentivare la Cooperazione Coordinata tra i giovani, le donne e i disoccupati.<\/li>\n<li>Incentivare gli aiuti e i fondi per i progetti di WBO, Workers BuyOut (cooperative di lavoratori che acquistano le aziende in difficolt\u00e0)<\/li>\n<li>Incentivare la produzione di beni e servizi a prezzo sostenibile a livello locale e all&#8217;interno della Comunit\u00e0 Europea per ridurre la globalizzazione economica.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Le politiche del Jobs Act varate nel 2015 hanno causato in questi anni maggiore precariet\u00e0 impoverendo anche chi lavora. L&#8217;aumento della flessibilit\u00e0 contrattuale voluta da Matteo Renzi<br \/>\nha permesso facilit\u00e0 nei licenziamenti e ha portato maggiori profitti per le aziende. Quello di abbattere l&#8217;articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori \u00e8 stato un chiaro obbiettivo focalizzato dagli organismi internazionali per imporre le politiche della flessibilit\u00e0 che \u00e8 parte del vangelo della Troika e del turbo capitalismo neoliberista.<br \/>\nI disastri di quella legge li vediamo oggi, si sommano ai contraccolpi occupazionali della Pandemia da Covid. Un dato di estrema rilevanza che fotografa la situazione attuale \u00e8 il numero delle persone che non hanno un lavoro e nemmeno lo cercano pi\u00f9 (Tasso di inattivit\u00e0) che sale al 35,5%<br \/>\n(dati ISTAT 2021). Questo fenomeno, sommato al basso potere d&#8217;acquisto degli occupati, richiede riforme urgenti che favoriscano l&#8217;occupazione e la sostenibilit\u00e0 salariale necessari per garantire dignit\u00e0 e potere d&#8217;acquisto alla vita di un lavoratore e della propria famiglia.<\/p>\n<p><strong>Proposta<\/strong><br \/>\nMDE, movimento che sostiene la democrazia economica si impegna in una campagna di sensibilizzazione tra i lavoratori, disoccupati, Istituzioni dello Stato e parti sociali facendo 4 proposte di riforma del mondo del lavoro che il governo dovrebbe varare in tempi<br \/>\nbrevi per affrontare la grave crisi sociale ed economica in atto.<\/p>\n<ol>\n<li>Riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario.<\/li>\n<li>Incentivare la Cooperazione Coordinata tra i giovani, le donne e i disoccupati.<\/li>\n<li>Incentivare gli aiuti e i fondi per i progetti di WBO, Workers BuyOut (cooperative di lavoratori che acquistano le aziende in difficolt\u00e0).<\/li>\n<li>Incentivare la produzione di beni e servizi a prezzo sostenibile a livello locale e all&#8217;interno della Comunit\u00e0 Europea per ridurre la globalizzazione economica.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario<\/strong>.<br \/>\nJ. M. Keynes nel 1928 profetizzava, conti alla mano, che entro un secolo la settimana lavorativa si sarebbe fermata a 15 ore, tre ore al giorno mentre le aziende avrebbero potuto continuare a fare profitti. P. R. Sarkar, il filosofo indiano padre della Progressive Utilization Theory (PROUT), nel 1958 diede un\u2019immagine dell\u2019utilizzo della tecnologia proiettata in un futuro realmente sostenibile dove l\u2019innovazione si pone al servizio del benessere collettivo raggiungendo traguardi oggi impensabili. \u201cIn un sistema economico collettivo l\u2019uso benevolo della scienza porter\u00e0 al benessere umano. \u00c8 possibile che a causa della meccanizzazione nessuno debba lavorare per pi\u00f9 di cinque minuti a settimana. Non essendo sempre preoccupati per i problemi di acquisizione di cibo, vestiti, ecc., le potenzialit\u00e0 psichiche e spirituali delle persone non saranno pi\u00f9 sprecate&#8230;&#8221;. Gli studi di questi economisti iniziano ad essere applicati in varie realt\u00e0 in giro per il mondo e studi rivelano che maggior ore di lavoro non corrispondono a maggior produttivit\u00e0. L\u2019Italia lavora un giorno in pi\u00f9 alla settimana dei lavoratori tedeschi con stipendi, a parit\u00e0 di mansioni, molto pi\u00f9 bassi.<br \/>\nPi\u00f9 ore di lavoro non determinano un aumento di produttivit\u00e0. Il filosofo P.R. Sarkar proponeva la modernizzazione che oggi identifichiamo in: organizzazione, automazione e informatizzazione. In sintesi, Innovazione.<br \/>\nMDE propone:<\/p>\n<ul>\n<li>Che gli investimenti del Recovery Fund siano erogati solo a chi fa un primo passo per la socializzazione dell&#8217;economia: \u201cio ti sostengo solo se tu sei disposto a dividere i profitti con i lavoratori dipendenti\u201d.<\/li>\n<li>Proporre subito le 30 ore settimanali a parit\u00e0 di salario soprattutto per le attivit\u00e0 fortemente remunerative, e per tutte quelle mansioni ritenute usuranti. Dopotutto \u00e8 la met\u00e0 delle ore profetizzate da Keynes, entro il 2028, per mantenere in crescita il sistema. Espandere questa regola, in maniera progressiva, stimoler\u00e0 sia la domanda che l&#8217;offerta di beni e servizi creando stabilit\u00e0 sul mercato.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Incentivare la Cooperazione Coordinata tra giovani, donne e disoccupati<\/strong>.<br \/>\nLa Cooperazione Coordinata e non subordinata porta ricchezza diffusa, stabilit\u00e0 economica, migliore qualit\u00e0 della vita sia in ambito lavorativo che sociale. Il Terzo Settore ne \u00e8 un esempio: attivit\u00e0 in aumento del 25% rispetto a 10 anni fa per un valore della produzione stimato in 80 miliardi di euro che sfiora il 5% del PIL; gli addetti sono 900.000 (70% donne).<br \/>\nAnche il mondo cooperativo sta soffrendo della Pandemia da Covid ma prima della crisi l&#8217;occupazione in questo settore cresceva 4 volte pi\u00f9 che nelle Spa.<br \/>\nCooperazione Coordinata significa socializzazione dell&#8217;economia, cio\u00e8 maggiori responsabilit\u00e0 per i soci nell&#8217;impresa, bilanciate da maggior sicurezza salariale e qualit\u00e0 della vita. Se si vuole un futuro sostenibile, lo Stato e tutta la societ\u00e0 devono investire su questo.<\/p>\n<p><strong>Incentivare gli aiuti ed i fondi per i progetti di WBO Workers BuyOut.<\/strong><br \/>\nQuando ci sono i termini per il recupero e la riqualifica delle aziende a rischio chiusura o in fallimento, lo Stato deve investire di pi\u00f9 per mantenere l&#8217;occupazione e per salvaguardare conoscenze lavorative di elevata professionalit\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 poteri e pi\u00f9 fondi dal PNRR per CFI (Cooperazione Finanza Impresa) l&#8217;Ente Statale che sostiene lo sviluppo del mondo cooperativo ed il WORKERS BUYOUT che sono le imprese rigenerate dai lavoratori. Il WBO \u00e8 un\u2019azione di salvataggio di un&#8217;azienda, realizzata dai dipendenti che subentrano nella propriet\u00e0 formando una cooperativa.<br \/>\nSono sempre pi\u00f9 frequenti le delocalizzazioni ed i fallimenti e questo impone iniziative per contenere l&#8217;emorragia di posti di lavoro. Nazionalizzazione quando le aziende producono beni strategici per l\u2019economia italiana, Workers BuyOut per tutte le altre.<\/p>\n<p><strong>Incentivare la produzione di beni e servizi a prezzo sostenibile a livello locale e all&#8217;interno della Comunit\u00e0 Europea per ridurre la globalizzazione economica.<\/strong><br \/>\n\u00c8 indispensabile che le economie nazionali dei Paesi aderenti alla UE indirizzino la loro produzione per il consumo interno, limitando la globalizzazione economica. Utilizzando l&#8217;innovazione, diminuendo l&#8217;intermediazione, dotandosi di autosufficienza energetica da fonti rinnovabili e aumentando controlli, sanzioni e dazi sui prodotti provenienti dai Paesi extra UE si potr\u00e0 competere sui mercati con prodotti di alta qualit\u00e0 a basso prezzo aumentando la qualit\u00e0 della vita dei cittadini italiani ed europei. Questo cambio di paradigma \u00e8 fondamentale per uscire dalla morsa del lavoro sottopagato, dalla concorrenza sleale e del dumping economico provenienti da quei Paesi dove non esistono diritti per i lavoratori, talvolta sottoposti a forme di sfruttamento aberranti.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><br \/>\nPer MDE \u00e8 importante che le autorit\u00e0 preposte si impegnino in questo cambiamento ora, perch\u00e9 ci sono le risorse finanziare dei fondi europei del Recovery Fund. Per poter rigenerare l&#8217;occupazione ed aiutare gli strati pi\u00f9 bisognosi del corpo sociale queste misure sono urgenti. I Fondi per<br \/>\nl&#8217;innovazione dovranno favorire queste trasformazioni. C&#8217;\u00e8 urgente bisogno che tutte le parti sociali interessate: rappresentanze dei lavoratori, dei datori di lavoro, dello Stato degli Enti Locali<br \/>\naprano dei tavoli di discussione nello spirito della cooperazione coordinata.<br \/>\nMDE \u00e8 ben consapevole che l&#8217;ostacolo da superare potrebbero essere gli interessi dei pi\u00f9 ricchi. A questo proposito va richiesto realismo, il cambiamento \u00e8 possibile se ci sar\u00e0 una razionale unit\u00e0 di intenti. La concertazione dovr\u00e0 essere un meccanismo in grado di affrontare la forte crisi in atto che potrebbe non risparmiare nessuno. Il valore della ricchezza accumulata o disponibile diventa inerte se il mercato spinto dalla domanda e offerta di milioni di persone si fermasse irrimediabilmente a causa di povert\u00e0 e basso reddito. I ricchi devono ragionevolmente permettere la ridistribuire della ricchezza attraverso le forme descritte per permettere sostenibilit\u00e0 salariale e sicurezza sociale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<ul><b>Per la ripresa economica &#8211; pi\u00f9 lavoro per tutti:<\/b><\/p>\n<li>Riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario.<\/li>\n<li>Incentivare la Cooperazione Coordinata tra i giovani, le donne e i disoccupati.<\/li>\n<li>Incentivare gli aiuti e i fondi per i progetti di WBO, Workers BuyOut (cooperative di lavoratori che acquistano le aziende in difficolt\u00e0)<\/li>\n<li>Incentivare la produzione di beni e servizi a prezzo sostenibile a livello locale e all&#8217;interno della Comunit\u00e0 Europea per ridurre la globalizzazione economica.<\/li>\n<\/ul>\n <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/lavorare-meno-lavorare-tutti\/\"><span class=\"more-msg\">Continua a Leggere<\/span><\/a>","protected":false},"author":5,"featured_media":996,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[21,22,18,19,20],"class_list":["post-750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-campagne","tag-consumo-interno","tag-cooperazione-coordinata","tag-lavorare-meno-lavorare-tutti","tag-lavoro","tag-occupazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=750"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":766,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/750\/revisions\/766"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/996"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/democraziaeconomica.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}